Biografia
Coreografo: Fabrizio Favale

Fabrizio Favale, Full Scholarship presso American Dance Festival, Duke University USA 1990. Come danzatore riceve nel 1996 il “premio della critica come miglior danzatore italiano dell’anno”. Come coreografo nel 2011 la “Medaglia del Presidente della Repubblica al talento coreografico italiano”. Dal 1991 al 2000 è danzatore per la compagnia Virgilio Sieni. Nel 1999 fonda la compagnia Le Supplici. Dagli anni successivi i suoi lavori sono invitati in importanti contesti della scena internazionale come La Biennale di Venezia, Suzanne Dellal Tel Aviv, Expo 2010 Shanghai, SIDance Seoul, Kitazawa Town Hall Tokyo, La RED Serpiente Messico, Santarcangelo Festival, Gender Bender, Danae Festival Milano, Festival of Edinburgh, Internationale Tanzmesse NRW Dusseldorf. I lavori UN RICAMO FATTO SUL NULLA e IL GIOCO DEL GREGGE DI CAPRE ricevono premi per la coreografia in Spagna, Germania e Serbia. Fra il 2005 e il 2007 realizza il progetto Mahabharata – episodi scelti in cui collabora con Francesca Caroti, Roberta Mosca e David Kern (Forsythe Company) e con il gruppo Mk. Nel 2012 realizza un cortometraggio per “The Valtari Mistery Film Experiment” dei Sigur Rós. È ideatore di una serie di progetti indipendenti dedicati alla ricerca tra cui: Piattaforma della Danza Balinese per Santarcangelo Festival e Gamelan progetto interamente prodotto dal Festival Fabbrica Europa Firenze e esportato in altri importanti contesti della nuova danza (entrambe i progetti sono co-ideati con i coreografi Michele di Stefano e Cristina Rizzo), “Leib” 2004, “Piana del Mar” 2007, “Circo Massimo” per Teatro Duse e “Le Supplici Youth dance Art” 2017 un atelier periodico tenuto direttamente dai danzatori della compagnia Le Supplici. Collabora con musicisti internazionali come Mountains, Teho Teardo, Daniela Cattivelli. Il lavoro Ossidiana è invitato alla Biennale de la Danse de Lyon 2016 e la produzione CIRCEO 2017 è coprodotta da Théâtre national de Chaillot, Paris.

Lavori

Ganimede Show 1999, Vent – The Perfect Place – 2000/2001, Vent – Pulverized version – 2002, Vent Pulverized | l’errore 2003, Opera scorpione 2003, The unclean rest 2003, II H 2005, Mahabharata – episodi scelti 2005/2008, Kauma 2008, Voglio essere tuo allievo 2008, Il gioco del gregge di capre 2008, Se fossero le Alpi 2009, Infanzia di San Francesco d’Assisi 2011, Un ricamo fatto sul nulla 2011, Isolario 2012-13, Cartografia disabitata 2012-13, Tre Inverni consecutivi 2013, Alberi 2014, Fantasmata (lecture / performance) 2014, Orbita 2014, Ossidiana 2014, Hood 2015, Sant’Ingenuo 2015, 12 Tónar 2015, Waterfalls 2016, Seagull Sleeps 2016, Giuliano 2016, Studi per Circeo (Narvalo, Vavilov, Hekla) 2016

Stampa

“Il coreografo poeta”
Corriere della Sera, 26/03/2014
di Massimo Marino
“Il ricamo misterioso di questo danzatore principe della coreografia e del filosofico ghirigoro sul nulla, Fabrizio Favale è coreografo poeta. La sua danza è capace di dare alla tecnica voce filosofica e interiore. Non c’è storia: è fatta di intrecci, di “imitazioni” del vento, della natura, del movimento degli animali, di impalpabili eppure concretissime variazioni atmosferiche, di ghirigori rapinosi. La sua compagnia Le Supplici, è bolognese ma, come spesso avviene, è più facile vederla all’estero, dove ha vinto parecchi premi. Per Favale la danza è un modo per esplorare le cose, l’universo. Scrive “Ma noi vogliamo dimostrare che forse non è l’uomo a essere l’oggetto prediletto della danza, ma qualcosa d’irraggiungibile, stellare.” …Gli interpreti, bravissimi, sono insieme controllati e pronti a metamorfosi iperboliche fatte di un gesto. Un altro. Un fuoco, una fiamma fatta di corpi, di mani, di braccia, una leggera sospensione del tempo che macina e trasforma la presenza del corpo. Un vento che trascina e trattiene. Un sollevarsi all’essenza.”

 

“Calligrafismo, forme edonistiche leggere e impalpabili. Favale è autore di un ordito talmente leggero da risultare molto più “effimero” della danza stessa”.
Carmelo Antonio Zapparrata – artearti.net

 

“Quello che disegna è un gesto rapido e leggero, che addomestica il tempo (tutto quello che occorre, fino alla quasi-immobilità) e rende palpabile lo spazio con le torsioni del busto, i guizzi delle braccia e un impulso rotatorio di ascendenza orientale. E’ una danza quasi sacra, densa di pensiero e mai superflua, un ricamo volatile e tanto più prezioso”.
di Maria Cecilia Bizzarri DANZA & DANZA

Contatti

Fabrizio Favale Le Supplici
lesupplici@gmail.com
www.lesupplici.it