HOOD

Ideazione e coreografia Fabrizio Favale
Danzatori Daniele Bianco e Vincenzo Cappuccio
Principali linguaggi utilizzati: danza
Collaborazioni tecniche Alberto Trebbi
Con il contributo di MIBACT – Ministero per i Beni e le Attività Culturali e Regione Emilia-Romagna
Con il sostegno di Arcigay Il Cassero Bologna, PerAspera Festival, Tropici – Angelo Mai, Spazio K Prato, Atelier Sì Bologna.

 

Foto e Art Work Fabrizio Favale

 

 

Flowers will cover the year, and the Rohirrim will be under

 

Due giovani danzatori lavorano, in maniera fulminea e pulviscolare, sull’individuazione di una stranezza interna, un enigma interno, qualcosa che in loro e da loro è visto come anomalo, diverso, difficilmente collocabile. La materia coreografica che ne risulta è infine riportata in coppia. Ciò che costruiscono è qualcosa di astratto, eppur denso di materia intima, intoccabile, quasi non coreografabile, che resta lì così come è apparsa.
Hood è uno dei due lavori a tematica queer realizzati da Fabrizio Favale nel 2015. L’altro è chiamato Sant’Ingenuo. Pur differenziandosi radicalmente nel linguaggio utilizzato e nello staging, i due lavori sono accomunati da una radicale essenzialità, che sottrae a tal punto la volontà di dire da renderli puro slancio morfologico, che parla dall’uomo come dalle montagne, dalle pietre, dagli animali, dagli alberi.

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