THE HALLEY SOLO | hypothesis of periodical dance solo appearing for eighteen consecutive days a year

Un lavoro di Fabrizio Favale

 

Durata variabile circa 20 minuti

 

Concept e coreografia Fabrizio Favale
Set First Rose
Danzatore Vincenzo Cappuccio
Musica autori vari
Produzione KLm – Kinkaleri / Le Supplici / mk
Con il contributo di MIBAC / Regione Emilia-Romagna / Ater

 

 

Come ad imitare la traiettoria di un corpo celeste periodico, questa danza si presenta in una forma mai tentata prima che, ipotizzando la negazione di un inizio e di una fine, si proietta all’infinito in un ciclico ritorno. Per fare questo, e per portare in evidenza esclusivamente la scia della sua traiettoria, deve innanzi tutto liberarsi di qualsiasi riferimento narrativo, di contenuti concettuali e addirittura di un set scenico. Appoggiandosi a un tempo di rivoluzione come di cometa, questa danza appare in determinate zone o spazi per diciotto giorni consecutivi durante l’anno. E più precisamente in tre spazi diversi fra loro, ma a poca distanza l’uno dall’altro (uno teatrale, uno industriale e uno all’aperto), prima di scomparire e riapparire l’anno successivo. Come evento di natura, o evento cosmico, o come ipotetico esercizio, il danzatore appare nella semplicità disarmante della sua danza che, in ognuno dei diciotto giorni in cui è visibile, non fa altro che realizzarsi nelle traiettorie e dinamiche e arabeschi e ghirigori che la compongono.

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