Le Stagioni Invisibili – Ciclo Coreografico Infinito

 

Primavera Estate Autunno Inverno

Anno III Gli Animali e la Terra

 

 

 

Un lavoro di Fabrizio Favale

 

Nell’ambito di Bologna Estate 2021

 

Siamo lieti di annunciare che quest’anno tutto il progetto si svolgerà in collaborazione con Sementerie Artistiche e Azienda Agricola Valle Torretta Crevalcore (BO).
Tutti gli spettacoli saranno in doppia replica

 

 

CALENDARIO 2021

 

29-30 Maggio 2021 ore 18:00 PRIMAVERA
place of performance Laghetto
 

3-4 Luglio 2021 ore 18:00 ESTATE
place of performance Campi agricoli
 

12-13 Settembre 2021 ore 16:30 AUTUNNO
place of performance Silos industriali
 

9-10 Ottobre 2021 ore 16:30 INVERNO
place of performance Rimesse dei macchinari agricoli e zona circostante
 

 

Tutte le performance hanno luogo presso Sementerie Artistiche / Azienda Agricola Valle Torretta, Via Scagliarossa 1174, Crevalcore BO
Dopo gli spettacoli seguiranno aperitivo, assaggio e vendita di prodotti di stagione dell’Azienda Agricola Valle Torretta

 

 
È ammesso agli spettacoli un numero massimo di 80 spettatori
È disponibile un servizio navetta andata e ritorno dall’autostazione di Bologna (solo le domeniche)

 

Prenotazione obbligatoria prenotazioni@sementerieartistiche.it
Oppure chiamando il numero 3882460985
 

 

Ideazione e coreografia Fabrizio Favale
Assistenza alla creazione Andrea Del Bianco
Danzatori (cast variabile) Daniele Bianco, Vincenzo Cappuccio, Andrea Del Bianco, Martina Danieli, Fabrizio Favale, Francesco Leone, Angelica Margherita,Valentina Palmisano, Mirko Paparusso, Filippo Scotti
Immagini, scene e costumi First Rose
Produzione KLm –Kinkaleri, Le Supplici, mk
Project manager Andrea A. La Bozzetta
Progetto speciale inaugurato da Agorà e Le Supplici
Con il contributo di MiBAC, Regione Emilia-Romagna, Comune di Bologna – Area Metropolitana di Bologna – Destinazione Turistica nell’ambito di Bologna Estate 2021 e Fondazione Del Monte
In collaborazione con Sementerie Artistiche, Azienda Agricola Valle Torretta, Crevalcore / PerAspera Festival
con il sostegno di ATER / h(abita)t – Rete di Spazi per la Danza / Sementerie Artistiche, Crevalcore, Teatro Consorziale di Budrio
Hanno collaborato con la Compagnia e realizzato le precedenti edizioni del progetto Stagione Agorà / Associazione Liberty, Bologna; AMAT Marche; PerAspera Festival, Bologna; Festval Città Cento Scale, Potenza
The Creation of Seasons è stato realizzato con il sostegno di MiBAC e di SIAE, in the program “Per Chi Crea”

 

Foto dal vivo Paolo Cortesi

 

 

Questo progetto ha vinto il Premio di Produzione “Per Chi Crea” 2019 di MiBAC e SIAE

 

Progetto dedicato a Ermanno Olmi.
L’idea artistica del progetto aggiunge una novità assoluta rispetto al ciclo delle Stagioni presentato fin’ora, che è quello di poter percepire e apprezzare direttamente il vero cambiamento delle stagioni stesse a livello paesaggistico, climatico, di colori, profumi ecc., nella possibilità di tornare negli stessi luoghi che mutano nel tempo e cogliere a fondo il significato del lavoro legato alla terra, che si svolge in una economia circolare di risorse e che deve sempre partire dal rispetto di un equilibro fragile. A tutte le performance parteciperanno anche gli agricoltori dell’Azienda Agricola Valle Torretta con i loro spettacolari macchinari, che per l’occasione “danzeranno” per noi assieme ai performer, regalando al tempo stesso occasione di conoscenza del lavoro con la terra e meraviglie.

 

Questo ciclo di performance coreografiche, che si presenta come infinito, narra di mutamenti di Stagioni che, parafrasando le Città di Calvino, sono invisibili in quanto immaginarie, inesistenti. Un progetto mai realizzato prima, che si svolge interamente all’aperto, in ambienti agricoli o industriali o nei dintorni selvatici. Le performance sono confermate con qualsiasi condizione meteorologica (sole, pioggia, neve…) che accomuna danzatori e spettatori nelle stesse condizioni inaspettate. Cadendo ogni anno nei giorni attorno agli equinozi e ai solstizi, questi eventi danzati appaiono all’interno e in dialogo con i paesaggi reali, descrivendo però esseri, linguaggi e mondi irreali. Un’esperienza unica, nell’incontro con la danza nelle sue forme più insolite e sognanti. Qui incontriamo danzatori come esseri d’altri mondi, come animali immaginari, come strane popolazioni ormai estinte o mai esistite. Così, con le sue effimere e aliene apparizioni, con i suoi appuntamenti cadenzati per quattro volte all’anno, con la scoperta e la riscoperta di paesaggi e attività agricole, della cultura popolare, o con l’accostarsi a territori selvatici pressoché sconosciuti, questo progetto non è solo un esperimento coreografico, ma vuole essere anche una specie di processo di patrimonializzazione immateriale di ciò che ci circonda. La valorizzazione del paesaggio esistente, attraverso quello inesistente. Forse solo i mondi inventati, i mondi che sono totalmente “altro”, possono restituirci l’immagine dei mondi quotidiani che frequentiamo. E farcene riconoscere la fragilità, proteggere la bellezza.

 

 

 

STAMPA

 

Un commento a Le Stagioni Invisibili – Ciclo Coreografico Infinito
a cura di Fabio Acca, studioso e critico teatrale

 

“Per comprendere facilmente cosa si intende quando si parla di “terzo paesaggio della danza”, bisognerebbe partecipare alle “stagioni invisibili” realizzate da Fabrizio Favale Le Supplici. Nel quarto episodio “estivo”, per esempio, si è calati in una condizione creaturale, in cui il disegno coreografico si fonde col paesaggio. Il silenzio fa da cassa di risonanza al ritmo intimo della natura, in una simmetria straordinariamente toccante tra arte e vita.”

 

Spettacolo visto il 19/05/2019 presso Oasi di ripopolamento La Rizza di Bentivoglio (BO)

 

 

Danza. Le quattro stagioni itineranti di Fabrizio Favale
A cura di Giuseppe Distefano 8 giugno 2019

 

Con una peculiarità di grande respiro, di dilatazione percettiva, di mappatura organica, di “transumanza” partecipativa di parabole tra poesia e realtà, è il progetto Le stagioni invisibili realizzato da Fabrizio Favale con la Compagnia Le Supplici. Partecipare anche solamente a una delle quattro performance coreografiche nell’arco di un anno, che scandiscono il passaggio delle quattro stagioni, è anzitutto un’esperienza. Di condivisione. Dove il paesaggio diventa nutrimento dell’anima.
È un’immersione fisica, all’aperto, dentro scenari naturali, agricoli o industriali, che richiedono silenzio, ascolto, sguardo partecipe. Da esploratori. Come lo è il coreografo Fabrizio Favale, dedito da sempre a perlustrare con la danza paesaggi geografici e naturali evocandoli sulla scena, nei musei, o in altre location non tradizionali, suscitando vedute, luoghi concreti e spazi infiniti. O vivendo i luoghi direttamente. Come, appunto, per il progetto Le stagioni invisibili – ciclo coreografico infinito (progetto speciale di Agorà con la direzione artistica di Elena Di Gioia, e promosso dalla Unione Reno Galliera, con il sostegno della Regione Emilia-Romagna, produzione Associazione culturale Liberty), volto a scoprire “territori d’incanto e apparizione”, come li definisce lo stesso coreografo che, con la natura, motivo di continua ispirazione, coltiva una relazione di simbiosi, concreta e quasi sensuale.

Primavera 2019